domenica 25 ottobre 2015

MORIMONDO VALLE DEL TICINO: Inquinati circa 10000 mtq di querceti secolari e dispersione di oltre 30000 litri d'idrocarburi nella falda acquifera


Oggi 24 Ottobre 2015, abbiamo effettuato l'ennesimo sopralluogo del disastro ambientale denunciato oltre 10 gg fa. Il danno c'è ed é molto grave.

Leggere sui vari siti d'informazione la superficialità e la minimizzazione con dati di non precisata provenienza di quanto successo e sta accadendo è sconfortante, ma il silenzio, o le poche dichiarazioni (false) di organi istituzionali, sfiorano il limite dell'imbarazzo e della vergogna.
Parliamo di enti che dovrebbero tutelare il cittadino, enti che dovrebbero avere a cuore, un sito protetto per la sua biodiversità come il "PARCO DELLA VALLE DEL TICINO".
La nostra denuncia mediatica, è partita grazie alla segnalazione di un cittadino fatta ai carabinieri di Motta Visconti e Polizia Provinciale.

Subito la condivisione tra ATTIVISTI DEL M5S, ha fatto si, che si è passati senza perdere tempo  ai fatti. La prima ed unica azione é partita dal nostro comunicato alla stampa locale che ha smosso le acque (http://albairatecinquestelle.blogspot.it/2015/10/rischio-danno-ambientale-nella-valle.html)
Infatti, dopo il nostro articolo, sono aumentate le azioni di "vera emergenza" cioè d'intervento da parte delle Aziende operanti nel sito (vedi foto sotto).

Purtroppo, alcune testate giornalistiche minimizzano o sottovalutano il problema. Parlano di un area di soli 100 mq, quando a occhio, l'area inquinata ricopre circa 1 ettaro (10.000 mq) oppure parlano di 5 mila litri di materiale inquinante disperso, quando invece si tratta almeno di oltre 30.000 litri.
Dicono che è tutto sotto controllo e che i controlli di ARPA nella falda, dichiarano che il danno ambientale è stato scongiurato, ma la cosa che ci rende più perplessi, è il silenzio assoluto dell'ente Parco del Ticino, Citta Metropolitana Milanese e Regione Lombardia che non denunciano a gran voce su tutti i canali mediatici disponibili, su cosa si sta consumando nelle Valli di Morimondo.
Infine, anche che l'azienda del pronto intervento  ha chiuso il cantiere solo dopo l'articolo stampato de "IL GIORNO" (del 22 ottobre)

Uno dei vari aspetti ambigui sono questi tipi di fenomeni in crescita, accompagnati da arresti ed indagini a pioggia come ad esempio quello del Dicembre 2014:
"Petrolio e tangenti condannato Margiotta senatore lucano del PD"

Un altro aspetto molto ambiguo sono le risposte dei rappresentanti ENI, che dichiarano l'impossibilità di dichiarare e quantificare il materiale inquinante disperso, quando invece esistono numerosissimi sistemi adottati dalle aziende del settore per ovvi interessi aziendali.
Sistema di rilevamento perdite negli oleodotti "Pipeline Leak Detector System"

Restiamo comunque fiduciosi che tutti gli Enti coordinati con le autorità giudiziarie e d'investigazione facciano presto luce e fine a questa escalation di fatti e degenerazione di danni ambientali con conseguenti ingenti costi che graveranno sulle spalle dei cittadini.
               
                                            Dopo 15 giorni......